QUANTO TI COSTA RIMANERE SENZA CAF?

Stop ai tagli ai servizi dell’Inps sul territorio. L’appello viene dalle

segreterie regionali dei sindacati pensionati di Cgi Cisl-Uil,

che hanno chiesto, assieme ai rappresentanti dei rispettivi Caf, un incontro urgente ai vertici regionali dell’istituto. Dietro alla richiesta, spiegano Ezio Medeot (Spi-Cgil), Renato Pizzolitto (Fnp-Cisl) e Magda Gruarin (Uilp-Uil), le nuove modalità di presentazione delle dichiarazioni Red da parte dei pensionati. A partire dalla campagna Red 2015, che è tuttora in corso e riguarda i redditi 2014, l’Inps non provvede più all’invio per posta dei cosiddetti “bustoni”, le lettere attraverso le quali i pensionati venivano invitati a presentare il Red. “Questo – spiegano Medeot, Pizzolitto e Gruarin – non esenta però gli interessati dalla presentazione della dichiarazione. Obbligo che va assolto entro il 31 marzo 2016”.

Da qui la richiesta, vista la complessità della normativa e i ripetuti mutamenti di rotta operati dall’Inps, che in un primo momento aveva annunciato l’invio del bustone anche per la campagna 2015, di attivare in tutte le sedi territoriali dell’istituto sportelli dedicati per garantire a tutti i pensionati le opportune informazioni sui Red, a partire dall’esistenza o meno di un obbligo a presentare il modello. Ma non basta: i sindacati rimarcano anche l’esigenza di escludere qualsiasi intervento di sospensione dei trattamenti, legato alla mancata presentazione del Red, all’invio di un sollecito postale ai pensionati in ritardo con la dichiarazione.

Il problema, sottolineano i sindacati, non riguarda i pensionati che negli anni scorsi si sono già rivolti a un Caf per i Red, quelli che non sono titolari di redditi diversi dalla pensione e la larga maggioranza di quelli che hanno presentato il 730 o il modello Unico nell’anno 2015, come non sono toccati i pensionati residenti all’estero e le dichiarazioni di responsabilità per gli invalidi civili e per le prestazioni assistenziali, visto che i rispettivi modelli (Red Estero, Icric, Indennità di frequenza, Iclav, Acc.As/Ps continuano a essere inviati per posta), con presentazione entro i 29 febbraio. Riguarda sicuramente, però, i nuovi pensionati del 2014 e quelli la cui situazione reddituale è cambiata rispetto agli anni precedenti, oltre ad altre categorie di difficile individuazione, vista la vastità della casistica. «A questi – spiegano i vertici regionali Spi, Fnp e Uilp – l’Inps deve garantire tutte le informazioni necessarie. Non è accettabile, infatti, che siano i pensionati a pagare il progressivo smantellamento dei servizi sul territorio, sull’altare di una informatizzazione dei servizi che esclude troppi cittadini senza computer e senza accesso a internet, in particolare nelle fasce più anziane della popolazione. Il tutto – puntualizzano ancora – scaricando i costi di questo disservizio sui Caf, già colpiti nell’ultima legge di stabilità da un piano di tagli che nell’arco del triennio raggiungeranno i 200 milioni a livello nazionale”.

da RASSEGNA SINDACALE

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