Economia mondiale, la sfida dei sindacati agli squilibri globali.

Da Rassegna Sindacale

Oggi a Tokyo alle ore 14,00 (le 7,00 in Italia) si è svolto un incontro tra i sindacati dei paesi del G7 e le strutture sindacali internazionali Ituc, Etuc, Tuac. L’incontro, organizzato e ospitato dal sindacato giapponese Rengo, ha avuto come oggetto la discussione del documento con le richieste dei sindacati al prossimo vertice del G7 in programma per il 26 e 27 maggio nella località giapponese di Ise-Shima.  Le richieste principali, elaborate in cooperazione dal Comitato sindacale consultivo presso l’Ocse (Tuac) e dalla Confederazione sindacale internazionale (Ituc), e condivise dai sindacati di Usa, Canada, Germania, Italia, Francia, Gran Bretagna e Giappone, riguardano le principali sfide per l’economia mondiale. 

Ridurre le disuguaglianze crescenti nel mondo – soprattutto gli squilibri nella distribuzione della ricchezza, l’impoverimento del lavoro, le difficoltà di accesso ai beni comuni e ai sistemi di protezione sociale – è per il sindacato internazionale il primo obiettivo per cui battersi oggi. In parallelo, devono crescere l’attenzione e l’impegno per gli incrementi dei salari su scala globale e per la creazione di buona occupazione, specie per i giovani e le donne; così come deve essere messa in campo, di fronte al permanere della crisi economica, una fortissima azione di contrasto alla disoccupazione che parta dal ritorno a una politica di investimenti pubblici e privati in grado di invertire la tendenza alla diminuzione dei posti di lavoro. Ridurre la disoccupazione è possibile solo se riprendono politiche economiche orientate alla crescita, agli investimenti in infrastrutture, alla sostenibilità ambientale delle produzioni, alla riconversione green dell’attività manifatturiera, alla difesa dei servizi pubblici. 

La sfida dell’integrazione di rifugiati e migranti, l’impegno per costruire condizioni contrattuali ed economiche decenti nelle catene globali della fornitura – così importanti nel ciclo produttivo delle grandi imprese multinazionali, ma dove si verificano i casi più evidenti di sfruttamento del lavoro, sottosalario, insicurezza nelle condizioni e nella salubrità del lavoro, ricorso al lavoro minorile in tante aree del mondo, spesso con il silenzio e la passiva acquiescenza di molte imprese e di marchi importanti in diversi settori –, la lotta per l’eguaglianza di genere, le azioni necessarie per affrontare le questioni legate al cambio climatico e a quanto concordato nella recente conferenza sul clima di Parigi, completano il quadro delle richieste del sindacati del G7 ai leader del mondo. 

Su proposta della Cgil è stato convenuto di includere nelle richieste uno specifico riferimento alla necessità, specie dopo la divulgazione del documento noto come “Panama Papers”, di una forte iniziativa volta a contrastare l’evasione delle tasse e le frodi tributarie, attraverso la lotta ai paradisi fiscali e a tutte le opportunità di evadere gli obblighi verso il fisco da parte dei detentori di grandi patrimoni e delle imprese, la cui disinvoltura nella scelta delle sedi sociali per pure convenienze di bilancio e di profitti per gli azionisti è ormai uno scandalo da far cessare. 

Le richieste dei sindacati sono state trasmesse direttamente al primo ministro giapponese Shinzo Abe, dato che proprio il Giappone detiene la presidenza di turno del G7. Il premier Abe ha incontrato la delegazione del sindacato nella sede del governo giapponese e si è impegnato a discutere il documento consegnatogli nella riunione di maggio. Al di là del risultato concreto, su cui dovremo aspettare lo svolgimento del prossimo vertice del G7, è significativo che il premier giapponese abbia incontrato i sindacati e ascoltato le loro richieste, insistendo sulla necessità del dialogo e della collaborazione tra le parti per affrontare e vincere le sfide globali. Un messaggio che speriamo sia ascoltato e ripreso dall’Italia, che avrà il prossimo turno di presidenza del G7. 

Fausto Durante è responsabile delle Politiche europee e internazionali della Cgil

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