31 MAGGIO 2016 – GRANDE ADESIONE ALLO SCIOPERO DEI LAVORATORI E DELLE LAVORATRICI DELL’IGIENE AMBIENTALE

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GRANDE ADESIONE ALLO SCIOPERO DEI LAVORATORI E DELLE LAVORATRICI DELL’IGIENE AMBIENTALE PER IL RINNOVO DEL CONTRATTO SCADUTO DA 28 MESI

 Ancona, 31 maggio 2016 – E’ stata una bella giornata quella di ieri. A Marchemultiservizi, Anconambiente, Stirano, Teknoservice, Jesiservizi, Picenambiente, Rieco, Asite – solo per citarne alcune – adesioni superiori al 90% allo sciopero per il rinnovo del contratto di lavoro.

Alle 9.30 i lavoratori e le lavoratrici si sono ritrovati per un presidio sotto la Prefettura di Ancona. Una delegazione è stata ricevuta dal Vice Prefetto al quale sono state esposte le ragioni della nostra mobilitazione mentre in Piazza del Plebiscito si alternavano la lettura dei comunicati con l’ascolto della musica.

Abbiamo ribadito che la nostra lotta non è solamente per un giusto adeguamento economico al passo con i tempi ma soprattutto per fornire ai cittadini una tutela dell’ambiente a tariffe sostenibili.

Mantenere le clausole sociali che garantiscano i diritti acquisiti in anni di lavoro nei cambi di appalto, garanzie occupazionali e sterilizzare le norme del job-acts in caso di licenziamenti economici, esigere gare d’appalto non al massimo ribasso, significa lottare per i diritti dei lavoratori interessati ma anche presidiare il territorio dal malaffare e dalla illegalità.

Devono essere rafforzate le norme di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Il passaggio dalla raccolta dei rifiuti tradizionale al porta a porta per tanti lavoratori ha comportato carichi di lavoro sempre più pesanti e il sorgere di malattie professionali riconducibili alla movimentazione dei carichi e al continuo sali e scendi dai mezzi.

I netturbini si scusano per il disagio arrecato per la mancata raccolta dei rifiuti ma questo grande sciopero è stato necessario per un lavoro più giusto e moderno e per un settore più forte, industriale e di qualità. 

La forte adesione e la solidarietà raccolta tra i cittadini confermano la forza delle nostre ragioni. Sta alle controparti, aziende pubbliche e private, riprendere un confronto per perseguire l’obiettivo di un unico contratto di settore, strumento assolutamente indispensabile per la lotta alla concorrenza sleale tra aziende che utilizzano altri contratti che rendono più poveri e precari i lavoratori senza alcun beneficio in termini di qualità del servizio erogato.

E le inchieste di questi giorni ci ricordano che, in tante città italiane, di migliore qualità nei servizi di spazzamento, raccolta e smaltimento dei rifiuti c’è un disperato bisogno.

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