A Corleone clima sempre più pesante

08/06/2016 – Dino Paternostro, responsabile legalità Cgil di Palermo e collaboratore di Rassegna, attaccato su Facebook dal genero di Riina per aver postato un articolo del giornalista Salvo Palazzolo sull’inchino davanti alla casa del boss durante una processione.
La Cgil Palermo e la Cgil di Corleone esprimono solidarietà nei confronti del dirigente sindacale Dino Paternostro, responsabile della Legalità per la Camera del lavoro del capoluogo siciliano e collaboratore di Rassegna, e del giornalista di Repubblica Salvo Palazzolo, bersaglio entrambi di una pesante offesa per avere scritto (il secondo) e postato su Facebook (il primo) la cronaca dell’inchino della vara di San Giovanni Evangelista davanti alla casa di Totò Riina e Ninetta Bagarella, in via Scorsone, 24 a Corleone. Sul profilo Facebook di Dino Paternostro, il genero di Totò Riina, Tony Ciavarello, ha scritto: “Buffone lei e il suo collega che ha scritto l’articolo”. Paternostro ha denunciato il fatto ai carabinieri.  “Siamo vicini a Paternostro e a Palazzolo, ai quali va la nostra vicinanza. E   chiediamo – dichiarano il segretario generale della Cgil Palermo Enzo Campo e il segretario della Cgil di Corleone Cosimo Lo Sciuto – che si faccia tutta la chiarezza possibile sui contorni della  vicenda denunciata dalle forze dell’ordine e riportata sulla stampa perché non restino margini di dubbi. Lo chiede la parte sana della città di Corleone, la stragrande maggioranza dei cittadini, che in questi anni, a partire dalla nostra organizzazione sindacale,  ha contrastato il fenomeno mafioso. Ci sono tanti giovani oggi a Corleone che contrastano la cultura mafiosa e questa parte sana deveavere il sopravvento sulla parte di città che resta ancora collusa”. “In questo senso – aggiungono Campo e Lo Sciuto – leviamo  forte la nostra richiesta perché il ministero, che ha tutte le carte in mano, concluda la sua ispezione e metta fine al clima di incertezza politica istituzionale del Comune di Corleone, su cui pende il rischio di scioglimento per infiltrazioni di mafia. Una situazione che ha creato in questo ultimo anno un clima pessimo all’interno della comunità.  A Corleone si respira un’aria molto pesante, ci sono atteggiamenti ambigui delle istituzioni locali che lasciano perplessi e che mettono i discussione i valori positivi di una società, espressi in tante iniziative”. “Chiediamo per questo di alzare il livello di attenzione e di dare presto una risposta di chiarimento, perché tutto lo sforzo fatto in questi lunghi anni in direzione del rinnovamento non venga ricacciato indietro”, aggiungono Campo e Lo Sciuto. Infine, un appello alla Chiesa: “C’è una Chiesa che noi apprezziamo, chiediamo che aiuti la comunità di Corleone a trovare il coraggio per camminare a testa alta. Per questo – concludono i due segretari Cgil –  sarebbe importante anche fare chiarezza una volta e per tutte sulla gestione e sulle assunzioni nei terreni del convento della Madonna di Tagliavia, di proprietà della diocesi”. 

Da RadioArticolo1.it

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