PENSIONI: COSA PORTIAMO A CASA!

28/09/2016 – Il 28 settembre 2016 Governo e sindacati hanno firmato un verbale condiviso (scarica il documento in pdf) sul sistema pensionistico.

“È stata affrontata una parte dei problemi. Molte più cose e risorse sarebbero state necessarie e perciò la piattaforma di Cgil, Cisl e Uil continua a vivere”.
Sono state queste le prime parole della segretaria generale della Cgil Susanna Camusso. “È iniziato un buon lavoro che però deve proseguire. Ciò che la Cgil non condivide – continua Camusso – è lo strumento dell’Ape”, cioè il prestito pensionistico.

Dopo quattro mesi di confronto abbiamo sottoscritto un protocollo d’intesa con il governo sulle pensioni. “Erano dieci anni che non ci riuscivamo e per questo penso che oggi sia un giorno importante. Finalmente si danno risposte ai pensionati e ai pensionandi con interventi sulla quattordicesima, sulla no tax area, sui lavori usuranti, sui lavoratori precoci e sulle ricongiunzioni onerose”. Così il segretario generale Ivan Pedretti dalla sua pagina facebook al termine dell’incontro con il governo. “Nessuno ci ha regalato niente e questa intesa è il frutto della nostra determinazione e della lotta dei pensionati e dei lavoratori. Non portiamo a casa tutto e ci vorrà ancora del tempo per riuscire a fare a pieno quello che vorremmo. Ma penso che quello di oggi sia davvero un buon punto di partenza. Per il sindacato e per le persone che ogni giorno cerchiamo di rappresentare”. 

PENSIONI, COSA PORTIAMO A CASA

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Dopo la mobilitazione unitaria del 2 aprile e la manifestazione del 19 maggio a Roma si è aperto il tavolo con il governo sulle pensioni. Dopo quattro mesi di confronto il 28 settembre abbiamo sottoscritto un protocollo d’intesa. Questi i risultati che abbiamo raggiunto.

Per i pensionati
NIENTE TASSE. Chi ha un reddito fino a 8.125 euro l’anno non le pagherà più, né quelle nazionali né quelle locali. In questo modo la cosiddetta “no tax area” viene definitivamente equiparata a quella dei lavoratori dipendenti. 

PIU’ SOLDI ALLE 14ESIME. Saranno aumentate del 30% per chi ha un reddito mensile fino a 750 euro. Sono interessati circa 2,1 milioni di pensionati. Le riceveranno per la prima volta anche tutti quelli che hanno un reddito mensile fino a 1.000 euro. In questo caso gli interessati sono circa 1,2 milioni di pensionati.

PENSIONI RIVALUTATE. Dal 2019 si ritorna al meccanismo di rivalutazione delle pensioni antecedente a quello Monti-Fornero che consente una maggiore tutela del potere d’acquisto. C’è inoltre l’impegno ad aumentare la base di calcolo della pensione.

Per i pensionandi
RICONGIUNZIONI GRATUITE. Non si pagherà più la riunificazione dei contributi versati in diverse gestioni previdenziali. 

LAVORATORI PRECOCI. Cancellate le penalizzazioni per l’accesso alla pensione prima dei 62 anni. I lavoratori che hanno 12 mesi di contributi anche non continuativi prima del compimento dei 19 anni che sono disoccupati senza ammortizzatori sociali, in condizione di salute che determinano una disabilità e occupati in alcune attività particolarmente gravose potranno inoltre andare in pensione con 41 anni di contributi. 

LAVORI USURANTI. Cambia la legge vigente. Ci saranno meno vincoli per l’accesso alla pensione e l’eliminazione della finestra mobile e dell’attesa di vita.

APE SOCIALE. Con l’anticipo pensionistico agevolato chi ha 63 anni potrà andare in pensione 3 anni e 7 mesi prima. I costi saranno coperti dallo Stato attraverso specifiche detrazioni fiscali.

APE VOLONTARIA. Ha invece costi molti alti per i lavoratori ed è per questo che su questo punto il nostro giudizio è negativo.

Nel caso dell’Ape agevolata e dei lavoratori precoci il nostro giudizio è legato alla definizione delle platee interessate, che sarà oggetto di un ulteriore confronto tra sindacati e governo.

Pensioni. Firmata l’intesa con il governo. Ivan Pedretti fa il punto in diretta su Facebook.

LINK E DOCUMENTI UTILI:

Pensioni, in sintesi, cosa cambia.

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