BILANCIO REGIONE MARCHE 2017: PRIORITA’ PER LO SVILUPPO E LA COESIONE SOCIALE

Come segreterie regionali Cgil, Cisl, Uil abbiamo recentemente evidenziato problemi e difficoltà che interessano le Marche a causa del perdurare degli effetti della crisi, aggravate dai gravi fenomeni sismici dei mesi scorsi, sollecitando la Giunta regionale ad intensificare il proprio impegno su queste priorità.

Il terremoto che ha colpito il Centro Italia, ha interessato in modo particolare una vasta area del territorio regionale (122 Comuni coinvolti e 286 zone rosse a rischio di nuovi crolli), determinando una situazione di straordinaria emergenza per la popolazione e per il sistema economico e produttivo.

Dal punto di vista normativo i provvedimenti assunti tramite le ordinanze e quelli contenuti nella legge di conversione del Decreto Legge n.189/2016 – in fase di definitiva approvazione – costituiscono uno strumento adeguato per far fronte ai fabbisogni della popolazione e del sistema del lavoro e delle imprese, oltre che agli obiettivi di una ricostruzione di qualità, nella legalità e trasparenza.

Tuttavia, ferma restando la priorità riferita all’assistenza alla popolazione (oltre 23 mila persone), in questa fase riteniamo necessario che la Regione Marche intervenga al fine di:

  • sollecitare l’operatività delle misure necessarie per l’estensione degli ammortizzatori sociali prevista dai provvedimenti, tramite la stipula della Convenzione tra Ministero e le quattro regioni interessate, in quanto gli interventi assunti nel frattempo dalla Regione Marche, pur condivisibili, rischiano di essere parziali e non sufficienti;
  • determinare, d’intesa con l’Ufficio scolastico regionale, i Comuni interessati, le Organizzazioni sindacali, un coordinamento delle soluzioni transitorie da adottare per la continuità didattica delle scuole – adottando le flessibilità previste dal decreto 205/2016 e la mobilità del personale come concordato con il contratto integrativo regionale – allo scopo di evitare il moltiplicarsi di iniziative poco coordinate e non funzionali allanecessaria pianificazione territoriale.
  • fornire un’adeguata risposta al nuovo fabbisogno di assistenza degli anziani e dei soggetti non autosufficienti che si è determinato a causa della inagibilità di numerose strutture sanitarie e residenziali, e della sopraggiunta impossibilità di usufruire dell’assistenza domiciliare, nei casi di spostamento dei nuclei familiari.

    In merito alle scelte di bilancio che la Regione deve assumere per il 2017, come Cgil-Cisl-Uil consideriamo necessario un percorso di coinvolgimento e di partecipazione delle parti sociali, come previsto dagli accordi sottoscritti tra la Giunta e le nostre organizzazioni.

In primo luogo vanno affrontate le criticità non risolte con la variazione del bilancio preventivo 2016, la cui copertura è stata rinviata alla manovra di assestamento, con particolare riferimento al Trasporto pubblico locale e al Fondo di solidarietà per limitare l’aumento delle rette a carico delle famiglie nelle strutture residenziali e semiresidenziali.

Per il bilancio di previsione 2017 riteniamo prioritario concentrarsi sulle voci di spesa che possano maggiormente favorire la coesione sociale a partire da:

  • una precisa elencazione delle risorse destinate a non autosufficienza, disabilità, infanzia-adolescenza, inserimento lavorativo delle persone svantaggiate;
  • l’attribuzione di uno stanziamento specifico di risorse aggiuntive pari almeno a euro 3 milioni per le cure domiciliari e 1 milione per la lotta alla povertà (complementari al SIA);
  • lo stanziamento di 4 milioni di euro per ripristinare le agevolazioni tariffarie del Trasporto pubblico locale a favore di pendolari e fasce più deboli, al netto delle risorse necessarie per mantenere i servizi, evitando ulteriori tagli e ribadendo al contempo il percorso di razionalizzazione nella gestione dei servizi stessi;
  • la destinazione di risorse di almeno euro 3 milioni per garantire il diritto allo studio ed euro 2 milioni per le politiche abitative;
  • una verifica sulla necessità di reperire risorse, anche di fonte comunitaria, per la qualificazione dei servizi per l’impiego pubblici e privati. 

    Infine, la situazione determinatasi con il terremoto e la scadenza intermedia di programmazione dei Fondi comunitari, prevista nel 2017, rendono opportuno procedere ad una verifica delle risorse europee fin qui utilizzate e delle scelte mirate alle politiche del lavoro e dello sviluppo, in particolare verso le Aree Interne più interessate dagli eventi sismici.

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