“L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro”?

16/11/2017 – Con il presente documento intendiamo sollevare l’attenzione del Governo sulla situazione in cui si trovano il Ministero del Lavoro e le sue due Agenzie – l’Ispettorato Nazionale del Lavoro (INL) e l’Agenzia Nazionale per le Politiche Attive del Lavoro (ANPAL) –, evidenziando anzitutto un’assenza di organicità nella nascita delle due Agenzie, che ha delineato un percorso incerto per tutte le professionalità presenti nelle varie strutture.
La cosiddetta clausola del “costo zero” ha di fatto annullato la possibilità di qualsiasi forma di crescita della riforma voluta dal precedente Governo, a partire da:
– risorse strumentali adeguate e moderne – si pensi alle banche dati, essenziali ad es. per evitare la duplicazione delle ispezioni nei confronti delle aziende o si pensi alla duplicazione dei ricorsi giudiziari avverso i medesimi verbali, o alla informatizzazione del contenzioso giudiziario;
– formazione diversificata e costante, in relazione alle specifiche funzioni svolte, di tutto il personale;
– tutela assicurativa del personale ispettivo, progressivamente sempre più colpito da aggressioni alla propria persona ed alle proprie cose, in particolare le auto, prevedendone un’estensione anche al personale non ispettivo, in particolare i funzionari addetti al contenzioso e anche gli informatici;
– assunzione di dirigenti (carenti in tutte le sedi), di nuovo personale ispettivo e di funzionari amministrativi;
– riconoscimento delle spese legali a coloro che rappresentano e difendono in giudizio l’Amministrazione;
– previsione di un piano strategico mirato a ottimizzare complessivamente l’impiego delle professionalità specifiche (informatici, conciliatori, amministrativi).
A fronte degli impegni assunti dal Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali nei confronti di Cgil, Cisl e Uil di investimenti nella legge di bilancio, abbiamo subito la doccia fredda, da parte del MEF, che dichiara di voler tagliare del 50% il fondo di produttività del Ministero del Lavoro e delle sue due Agenzie, decurtandolo di circa 7 milioni di euro.

Quindi, non solo non si mette carburante nella macchina, ma le si tolgono perfino le ruote per impedirle di camminare.
UNA RIFORMA A “COSTO ZERO” CHE E’ DIVENTATA A COSTO “SOTTO ZERO”!!
Inoltre, si attribuiscono nuovi compiti e nuove mansioni, quali ad esempio la decisione sui ricorsi avverso i verbali dei pubblici ufficiali (Carabinieri, Guardia di Finanza, ecc. ) e la difesa dinanzi alla Corte D’Appello, senza prevedere alcun ruolo professionale e nessuna valorizzazione del personale coinvolto.
Come si può pensare di garantire servizi quotidiani a tutti coloro – lavoratori e cittadini, organizzazioni sindacali, associazioni datoriali, consulenti del lavoro, etc. – che ogni giorno si relazionano con il Ministero e le sue due Agenzie, senza risorse?
Come si può pensare di combattere il lavoro nero e le morti sul lavoro, senza risorse?
Sollecitiamo, pertanto, la costituzione di un piano aziendale serio che renda omogeneo tutto il processo di riforma e che sappia dare risposte logistico-funzionali alle criticità di cui solo alcune elencate in questo documento. Tutto questo deve essere recepito all’interno di nuovi contratti integrativi destinati ai tre nuovi Enti ( Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, INL e ANPAL).
Per questa ragione, visto lo stato di agitazione in corso che vede la partecipazione di decine e decine di uffici in tutta Italia, noi chiediamo al Presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, al Ministro dell’Economia e delle Finanze, Piercarlo Padoan e al Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Giuliano Poletti, affinché si impegnino a trovare in tempi rapidi una soluzione a problemi che rischiano seriamente di compromettere l’operatività di quello che dovrebbe essere uno dei Ministeri cardine del nostro Paese, considerato che, ai sensi dell’art. 1 della nostra Carta Costituzionale “L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro”.

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