IN NOME DELLA COMPETITIVITA’, NELLA CRISI E’ A RISCHIO LA SALUTE DI CHI LAVORA

27/02/2019 – La crisi senza fine che attanaglia il territorio fabrianese sta creando una ferita sociale davvero preoccupante ed i dati del CIOF del 2018 ne danno la reale rappresentazione. Manca il lavoro e, laddove invece il lavoro c’è, aumenta la precarietà e peggiorano le condizioni siano esse lavorative che economiche.

Le riorganizzazioni in atto portano ad un cambio di modello organizzativo dove la salute e la sicurezza delle persone rischiano di passare in secondo piano in nome della competitività delle imprese nei propri mercati di riferimento.

La saturazione dei cicli e dei ritmi di lavoro sempre più spinti, se non adeguatamente sostenuti con i giusti supporti, potrebbero portare ad un aumento dei rischi per la salute delle persone che lavorano e, a dimostrazione di questo, c’è il dato in crescita di richieste di malattie professionali, in un contesto in cui l’età media delle fabbriche e degli uffici è sempre in aumento e i nuovi ingressi al lavoro, laddove si verificano, sono nettamente inferiori alle cessazioni, spesso non volontarie, ed avvengono con contratti di lavoro precari e comunque meno tutelati, con il rischio da parte dei lavoratori di dover accettare condizioni di lavoro insostenibili nel lungo periodo.

Per questo, la FIOM lancia un appello a tutte le Istituzioni per intraprendere un percorso di carattere generale che riguardi il mondo del lavoro nella sua interezza, che sia in grado di mettere insieme tutti gli enti deputati alla verifica ed al controllo della salute e della sicurezza di chi lavora per non lasciare sole le persone.

La Segreteria della FIOM di Ancona

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *