CGIL, CISL E UIL OSIMO: LE RICHIESTE AL MINISTRO SALVINI PER IL TERRITORIO

08/05/2019 – Domani 9 maggio, il Vicepremier, Ministro dell’ interno e leader della Lega, Matteo Salvini sarà ad Osimo in visita elettorale.

Come Organizzazioni Sindacali intendiamo cogliere questa occasione per puntualizzare alcune problematiche, prevalentemente locali, alle quali una politica concreta, e non fatta di soli annunci, dovrebbe dare risposta nei rispettivi livelli e con le rispettive responsabilità.

Ci piace declinare il concetto di “sicurezza” sui cui l’ attuale Governo ha molto discusso,  fondandolo soprattutto sulla maggiore garanzia di diritti legati al lavoro, alla salute, al welfare e alla solidarietà. Riteniamo che, dalla solidità  di  queste reti sociali, possa derivare molta più sicurezza che non  dal farsi giustizia da sè invocando la legittima difesa.

  • Nel Comune di Osimo si è evidenziata negli ultimi anni una riduzione delle imprese, in particolare nei settori del  commercio e dell’ edilizia. Il lavoro è la prima fonte di sicurezza delle persone e l’elemento principale per la progettazione del futuro delle famiglie. Questa situazione va affrontata con serie  politiche sul lavoro e sugli investimenti e non solo con interventi assistenzialistici.
  • Il territorio osimano e, in generale, quello della zona Sud di Ancona attende da anni la realizzazione di un ospedale di rete per un bacino di oltre 150 mila persone. I lavori di costruzione del nuovo ospedale, più volte avviati, sono ancora allo stadio delle fondamenta. Il diritto alla salute di questi cittadini non può aspettare i tempi biblici della burocrazia.
  • In questo territorio, esiste un buon livello dei servizi sociali, i cui finanziamenti vanno preservati attraverso un sistema di tassazione equo e progressivo. Qualsiasi intervento sul sistema fiscale che appiattisca il prelievo a favore dei redditi più alti mette in grave pericolo tale sistema di welfare.
  • La provincia di Ancona e la Regione Marche hanno scelto il modello di “accoglienza diffusa” per integrare le persone migranti operando attraverso gli SPRAR. Perché il Governo depotenzia tale strumento che, non solo aveva garantito più integrazione e sicurezza, ma aveva anche creato tanti posti di lavoro qualificati e qualificanti  per tanti giovani italiani e non?

Infine, riteniamo, nello spirito della nostra Costituzione antifascista, tanto cara al nostro territorio e su cui tutti i Ministri hanno giurato, che siano  da  contrastare  quei progetti di autonomia differenziata regionale  per evitare di frantumare il sistema universalistico  mettendo a rischio l’efficacia e l’efficienza  dei servizi pubblici, nonchè l’esigibilità di diritti sociali fondamentali come l’Istruzione  e la Sanità.

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