Un pensiero su “10 DOMANDE A MAURIZIO LANDINI ED INAUGURAZIONE NUOVA SEDE URBANA CGIL ANCONA

  • Il segretario ha fatto un’analisi della situazione politica, sociale, del mondo del lavoro e del non lavoro precisa e veritiera. Ha ribadito le nostre proposte e gli obiettivi. Tutto giusto. E’ sui modi per realizzarli che esprimo perplessità. L’unità sindacale va bene ma 1) bisognerebbe unirsi con chi la vede come te circa gli obiettivi 2) l’unità bisognerebbe cercarla non solo alla nostra destra, ma anche alla nostra sinistra 3) le manifestazioni e i presidi mostrano bandiera ma non fanno paura; quando il potere ha paura, di fronte a uno sciopero o ad una occupazione,manda le forze del proprio ordine a spezzare le braccia dei lavoratori, a manganellare gli occupanti. Lo sciopero fa paura, perché blocca la produzione. Se una proposta di legge che raccoglie milioni di firme non viene neanche discussa, se degli scioperanti sono brutalmente pestati, se 1800 lavoratori sono licenziati via social di notte, allora bisogna scioperare TUTTI. Niente gilet gialli, sciopero sindacale organizzato. Blocchi il paese un giorno, poi lo riblocchi la settimana dopo e poi fai la manifestazione. Allora non bastano più nemmeno i manganelli, perché 100 lavoratori a protestare sono pochi, 1.000 pure, 10.000 non abbastanza, ma 100.000 sono un fiume, 1.000.000 una marea inarrestabile. Siamo cinque milioni di iscritti, non possiamo avere paura. Se scendiamo in lotta, a noi si uniranno anche altre sigle, ma soprattutto le lavoratrici, i lavoratori e disoccupati con altre tessere, senza tessere, ma guidati da una speranza e dalla voglia di riscatto. Ultima considerazione: non esistono governi e partiti amici. Neanche il mio. Sono attivo militante di PRC, ma non porto le istanze del partito all’interno del sindacato, faccio il contrario. Un fraterno saluto e un invito alla lotta.

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