FINCANTIERI: I LAVORATORI SONO TUTTI UGUALI

26/11/2020 – Come Segretario Regionale della Fiom Marche, da sempre impegnato sulle vicende Fincantieri, tra cui quelle legate allo sfruttamento dei lavoratori delle ditte di appalto, pur ritenendo giusto il grido di allarme sulla diffusione del covid19 nel cantiere dorico lanciato dal coordinatore dei Metalmeccanici della Uil , non ne condivido assolutamente la focalizzazione del problema solo sui lavoratori delle ditte di appalto.

Ne spiego anche i motivi: se si registrano più contagi tra i lavoratori delle ditte è solo perché sono numericamente molti di più rispetto ai dipendenti Fincantieri ( 3500 circa i lavoratori delle ditte, rispetto ai 600 alle dipendenze dirette)

Inoltre i motivi vanno anche ricercati sulle tremende condizioni di lavoro, denunciate dalla Fiom ormai da parecchi anni: caporalato, paghe globali, istituto contrattuale della malattia non riconosciuto anche in caso di contagio da covid19 , il mancato accesso agli spogliati e alle docce , l’ essere ammassati in piccoli appartamenti anche in dieci persone, di certo non aiutano a frenare l’ aumento dei contagi all’ interno del cantiere.

Ecco allora la mia necessità di ribadire che l’ unico ragionamento da fare è come mettere fine a questo sfruttamento, non bastano pertanto le denuncie superficiali e a spot sull’ aumento dei contagi tra le ditte di appalto, senza andare al cuore del problema.

Bisogna partire da un’ analisi delle condizioni di queste persone che con il loro sudore costruiscono le navi più belle del mondo.

Il Segretario Fiom Marche

Tiziano Beldomenico

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