ELICA: le RAGIONI del LAVORO contro le logiche della finanza

25/02/22 – Avevamo ragione ed oggi lo rivendichiamo con forza e determinazione; circa un anno fa Elica annunciava un piano di riorganizzazione tremendo dopo prevedeva il licenziamo di 409 persone, la delocalizzazione dell’80% delle produzioni verso la Polonia con conseguente disimpegno dall’Italia.

Abbiamo subito detto che la logica era sbagliata, che bisogna investire sul territorio anziché abbandonarlo ed abbiamo presentato un nostro progetto industriale, un punto di vista completamente alternativo rispetto a quello dei manager, dove non ci siamo limitati a ridurre e contrattare il numero di esuberi ma abbiamo posto un paradigma diverso, dove al centro si è messo il Lavoro, il Territorio e le Persone, affermando che è possibile puntare sulle nostre competenze, anziché disperderle.

Su questo abbiamo iniziato uno vertenza durissima con Elica, fatta di grandi tensioni e di azioni unilaterali da parte dell’impresa, sostenuta però dall’entusiasmo, dalla forza e dal cuore delle lavoratrici e dei lavoratori perché l’unico conflitto che noi esercitiamo, è quello basato sulla proposta  che nasce dalla nostre competenze e dalla nostra intelligenza e sulla capacità di mediare le diverse posizioni in un contesto in cui l’interesse collettivo viene prima di quello di pochi.

Avevamo ragione ed oggi ce la prendiamo! il 2021 è stato l’anno record di Elica, sia in termini di fatturato (541,3 milioni ) che di espansione del margine operativo, con si forte crescita dell’ebit e significativa riduzione dell’indebitamento.

Siamo convinti che l’accordo firmato al MISE, dove sono condivise importanti operazioni di reshoring dalla Polonia, indichi veramente la strada da seguire e sia un modello su cui puntare, con al centro il territorio e le sue competenze, per fare in modo che i risultati del 2021 diventino strutturali, considerato che sono già quasi stati raggiunti i numeri di riduzione del personale previsti ( ad oggi ci sono 127 richieste di uscite sui 150 concordati ) e manca ancora la parte riguardante il reale progetto di reindustrializzazione del sito di Cerreto d’Esi che creerà ulteriore occupazione stabile sul territorio; un piano che può essere ancora migliorato in questa logica condivisa e siamo pronti ad elaborare ed avanzare nuove proposte all’impresa .

Negli scorsi giorni si sono svolte le elezioni per il rinnovo delle RSU, dove la FIOM si è confermato il sindacato più votato in entrambi gli stabilimenti con il 50% di voti circa sia a Mergo che a Cerreto ed ottenendo complessivamente 5 RSU sulle 12.

La Segreteria della FIOM di Ancona ringrazia tutte le persone che ci hanno sostenuto, le lavoratrici ed i lavoratori che si sono messi a disposizione a supporto del nostro modo di intendere il Sindacato  candidandosi nelle nostre liste e tutte/i quelle/i che continuano a credere in noi.

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