La vertenza Caterpillar e le dichiarazioni del Presidente di Confindustria Ancona Quando si vuol fare il mondo agli altri, senza che ve ne sia il minimo bisogno

17/05/2022 – Si fa fatica a comprendere senso e motivazioni delle dichiarazioni del Presidente di Confindustria Ancona, Bocchini, in merito alla positiva chiusura della vertenza Carterpillar: non è certo il gusto della polemica per la polemica a costruire un moderno sistema di relazioni fra parti sociali.

Tanto meno, si può pensare che sia un rappresentante degli industriali a decidere che cosa sia giusto o meno per il futuro di ciascun lavoratore coinvolto da una – drammatica quanto umanamente spiazzante – vicenda di brutale delocalizzazione, che non ha certo scelto di subire.

Per quanto ci riguarda, abbiamo sostenuto – con RSU e lavoratori –  fin dal primo momento una battaglia generale per la salvezza di tutti i lavoratori e operato per  una soluzione quanto più aderente all’idea di garantire non solo il lavoro ma l’intero sito produttivo: crediamo di esserci riusciti pienamente, con tenacia, caparbietà ed un netto no a qualsiasi altra ipotesi che non contemplasse pienamente entrambi i risultati.

La vertenza Caterpillar ha segnato uno spartiacque importante sul territorio: dimostrando la possibilità di superare resistenze e presunti ostacoli anche formali, grazie alla indomabile voglia di battersi per il proprio futuro dei lavoratori interessati, ma anche alla capacità di fare squadra – in maniera coesa come poche volte ci è capitato di vedere – con attori politici, istituzioni, forze economiche  e sociali dello Jesino come delle Marche tutte ( con echi nazionali evidenti).

E’ stata una mobilitazione che ha unito tanti – da punti di vista e rappresentatività molteplici – nel rifiuto dell’ennesima azione di impoverimento del territorio da parte di una multinazionale: riuscendo a far sì che la stessa Caterpillar assumesse su di sé una parte degli oneri necessari alla buona riuscita del salvataggio.

Quella stessa  vasta mobilitazione che ha consentito di superare le resistenze circa un ruolo da protagonista del MISE, portando così all’individuazione della IMR come  perno dell’intera operazione.

Non abbiamo dunque difficoltà a ringraziare nessuno di quanti – nei più diversi ruoli – ha consentito il buon esito della vertenza: da coloro che l’hanno sostenuta (manifestando e magari sovvenzionando presidi) , a Regione Marche, Comune di Jesi, tantissimi Consigli Comunali, tutti i partiti politici, centinaia di associazioni  e organizzazioni di impresa che hanno manifestato attenzione e solidarietà, piuttosto che un reale protagonismo nella costruzione di un esito positivo. Siamo consapevoli anche  del ruolo che Confindustria Ancona ha svolto al tavolo ministeriale.

Sappiamo però bene – per insegnamento in tante altre vertenze – che mai nulla arriva per caso o per dono ed il risultato, quando arriva, è ascrivibile innanzitutto alla capacità di mobilitazione e di coinvolgimento dei lavoratori interessati e ad un sindacato capace di farsene intelligente portavoce e rappresentante.

Esattamente quanto è accaduto alla Caterpillar di Jesi, ci pare di poter dire.

Il resto, quando non è inutile acredine, può rischiare di sembrare gratuito assist per un qualche attore politico/istituzionale. Siamo proprio sicuri che serva?

Marco Bastianelli                                                                  Tiziano Beldomenico

Segretario Generale CGIL Ancona                                         Segretario generale FIOM  Ancona

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